Il fercolo di Sant'Agata in processione a Catania
Il fercolo di Sant'Agata in processione a Catania. Foto: Effems · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se capitate sulla costa ionica all'inizio di febbraio, a Catania succede qualcosa che non ha paragoni nel resto dell'anno. Dal 3 al 5 febbraio la città celebra Sant'Agata, la giovane martire catanese che è la sua patrona, con una festa che unisce devozione religiosa e tradizione popolare. È una delle feste religiose più partecipate al mondo: centinaia di migliaia di persone riempiono il centro storico, giorno e notte. Da Giardini Naxos si raggiunge in giornata, e una casa riscaldata al ritorno, in pieno inverno, fa la sua parte.

Una santa e la sua città

Agata visse a Catania nel III secolo e fu martirizzata durante le persecuzioni contro i cristiani. Il legame tra la santa e la città è profondissimo: la tradizione le attribuisce la protezione di Catania dalle eruzioni dell'Etna, grazie al velo che i fedeli portarono in processione davanti alla lava. Le sue reliquie sono custodite nella Cattedrale di Piazza Duomo, dentro un busto reliquiario d'argento che durante la festa esce per le strade sul fercolo, il grande carro processionale chiamato anche vara.

Il 3 febbraio: l'offerta della cera e le candelore

La festa si apre con la processione per l'offerta della cera, che dalla chiesa di Sant'Agata alla Fornace, in piazza Stesicoro, raggiunge la Cattedrale. Protagoniste sono tradizionalmente le candelore: grandi costruzioni in legno intagliato e dorato, ciascuna legata a una corporazione di mestiere, che vengono portate a spalla con il caratteristico passo dondolante, la cosiddetta annacata. La sera, in piazza Duomo, sono attesi i fuochi d'artificio. La presenza e il percorso delle candelore possono variare da un anno all'altro, quindi conviene controllare il programma ufficiale.

Il 4 e il 5 febbraio: i due giri del fercolo

Il 4 febbraio si comincia prestissimo, con la Messa dell'Aurora in Cattedrale. Subito dopo il busto della santa viene sistemato sul fercolo e comincia il giro esterno, che attraversa la città toccando i luoghi del martirio, come la Fornace, il Santo Carcere e Sant'Agata la Vetere, e affronta la salita dei Cappuccini. Il carro viene tirato con due lunghissimi cordoni dai devoti, che indossano il sacco, la tunica bianca con un berretto nero, e accompagnano il percorso con il grido «Cittadini, viva Sant'Agata».

Il 5 febbraio, giorno del martirio, è il momento più solenne. Al mattino si celebra il pontificale in Cattedrale, mentre nel pomeriggio parte il giro interno lungo via Etnea e le strade barocche del centro. La processione dura tutta la notte e si conclude solo la mattina successiva: due dei momenti più attesi sono la salita di via di Sangiuliano, affrontata di corsa dai portatori, e il canto delle suore di clausura in via Crociferi, prima del rientro della santa in Cattedrale.

Consigli pratici per chi va

  • Scegliete un momento della festa, invece di provare a seguirla tutta: il giro esterno e il giro interno durano molte ore e si muovono tra folle molto fitte.
  • Nelle strade del centro tenete d'occhio borse e telefoni, e con i bambini piccoli preferite i punti meno affollati del percorso.
  • Approfittate delle bancarelle per assaggiare i dolci legati alla santa, come le minne di Sant'Agata e le olivette di pasta di mandorla.
  • Il traffico e i parcheggi nei giorni della festa sono complicati: il treno lungo la costa è spesso la scelta più comoda.
Percorsi, orari e chiusure al traffico cambiano ogni anno: prima di partire consultate il programma pubblicato dal Comune di Catania e dall'Arcidiocesi.

Se avete un giorno in più, la stessa città merita una visita con calma, lontano dalla folla della festa: trovate un itinerario nell'articolo su Catania in giornata. E per capire come cambia la costa nei mesi freddi, leggete la guida all'autunno e inverno sulla costa ionica.

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